Ecco come lavora Mourinho

1525613028.2.jpgRivoluzionario a suo modo, José Mourinho sa che un mondo non si cambia in un attimo. Lo si modifica giorno dopo giorno, ed è quello che lui sta facendo con l’Inter: le teste, le gambe, il modo di allenarsi, di stare in campo e di giocare a calcio. Il suo calcio.

LA RIUNIONE – Nel primo test di giovedì ne ha scorto embrioni, tentativi che sono ancora solo accenni dell’Inter che sarà. Ha sorriso quando ha visto – ancora non abbastanza – i laterali salire fino sul fondo, le progressioni di Maicon e i 17 anni di Santon nascosti dietro la sua faccia tosta, le urla di Materazzi nel guidare i suoi da dietro; si è compiaciuto delle rasoiate dei centrocampisti per “aprire” la squadra, allargandola sulle fasce; ha annuito per l’equilibrio ridato al settore di mezzo dalla salita, alternata, di uno dei centrali difensivi sullo sganciamento del centrocampista di turno per attaccare in quattro, così da evitare ripartenze avversarie. Se n’è parlato nella riunione di ieri mattina prima dell’allenamento, 20 minuti per rivisitare l’amichevole di giovedì: quando le gambe saranno più fresche – ha detto Mou – certi errori spariranno in automatico. Non è quello che lo preoccupa, ora: quello che invece chiede già adesso, sempre, è rapidità mentale e attenzione.
CONCENTRAZIONE – Tutto quanto fa – e dunque pretende – Mourinho, trasuda concentrazione, attenzione pure ai dettagli: fa impressione, a volte, “ascoltare” il silenzio di alcune fasi degli allenamenti, rotto solo dalle indicazioni dell’allenatore. La sua filosofia non è scritta solo nei fogli consegnati ad ogni giocatore il primo giorno della stagione, una sorta di “bigino” del suo modo di lavorare; ma anche – soprattutto – in qualunque momento del suo lavoro.
VARIETA’ DI ESERCIZI – La sua filosofia è la riunione tecnica approfondita il giorno prima anche di una semplice amichevole di luglio; sono1266922817.jpg gli oltre 200 esercizi studiati per la preparazione, così che ogni allenamento non sia mai uguale a quello dei giorni prima; sono i video, anche degli allenamenti di questo periodo: se li sta facendo preparare per spiegarsi meglio con i giocatori anche con l’aiuto delle immagini.
QUESTIONE DI DETTAGLI – E’ lui che è sempre «dentro» l’allenamento, vicino anche fisicamente a giocatori e pallone; è lui che arriva al campo a volte anche un’ora e mezzo prima della seduta per preparare di persona, al centimetro, i percorsi tecnici e atletici, compresi i passaggi attraverso i diversi campi su cui è solito lavorare, che servono per recuperare fra un esercizio e l’altro.
DICE FARIA – Sono, anche, le parole di uno che Mourinho lo conosce bene: Rui Faria, il suo preparatore atletico. “Per lavorare con José – dice – serve organizzazione, bisogna pensare a qualunque situazione e a qualunque dettaglio”. Serve lavorare con il pallone dal primo giorno di ritiro, “perché questa è la nostra filosofia da sempre, con tutto il rispetto per le altre: il calcio si gioca con il pallone, dunque non servono solo corsa o palestra. Il nostro lavoro di forza? Allenamenti basati su cambi di direzione, accelerazioni, frenate: è un’inversione di metodologia molto grande, prevede una complessità di movimenti di tutte le parti del corpo e dunque i piccoli problemi muscolari di questi giorni non ci preoccupano”.
CONTA LA SQUADRA – L’obiettivo numero uno, dice Faria, “è la qualità: non vogliamo arrivare ad un picco di forma in un dato momento, ma a una stabilità di forma, il più possibile omogenea per tutta la squadra. La nostra preparazione è una via da seguire: non cambierà in base al calendario, ma in base alle avversarie cambierà semmai la specificità degli allenamenti settimanali. E non ci interessa neanche stabilire se questo o quel giocatore è al 60 o al 100%: i nostri test sono il gioco della squadra, è il gioco di José l’unico destinatario, e l’unico giudice, del lavoro che stiamo facendo ora”.
Ecco come lavora Mourinhoultima modifica: 2008-07-26T17:15:00+02:00da enrico17000
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